Abolita anche in Italia la Parity Rate per le Strutture Alberghiere ?

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Come in Francia anche in Italia sono stati eliminati i vincoli sulla libera offerta dei prezzi delle strutture turistiche rispetto alle agenzie di viaggio on line (vedi quanto pubblicato sul sito del ministero dei beni culturali, sulla base di un emendamento contenuto nel  DDL sulla Concorrenza. )

“Ora che Francia e Italia hanno scelto la strada del divieto della clausola del parity rate – dichiara il Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo Dario Franceschini – anche i colossi globali dell’offerta alberghiera online  non potranno che tenere conto della scelta di due paesi che insieme rappresentano il più grande mercato mondiale del turismo. Grazie al Parlamento per questa scelta unanime coraggiosa che il settore alberghiero italiano attendeva da tempo”.

 

L’emendamento come pubblicato su travelnostop dichiara “nullo ogni patto con il quale l’impresa turistico-ricettiva si obbliga a non praticare alla clientela finale, con qualsiasi modalità e qualsiasi strumento, prezzi, termini e ogni altra condizione che siano migliorativi rispetto a quelli praticati dalla stessa impresa per il tramite di soggetti terzi, indipendentemente dalla legge regolatrice del contratto”

Quindi gli albergatori potranno applicare online tariffe più basse rispetto ai portali online sui quali sono “liberamente” iscritti dopo che la norma sarà approvata anche in Senato.

 

Cosa succederà da quel momento? A prima vista sembra una vittoria per gli albergatori come riportato ad esempio anche nell’articolo del La Stampa ma in realtà ci sono due considerazioni da fare che potrebbero cambiare le cose, Innanzitutto le strutture presenti su booking.com e sugli altri portali si sono iscritte “liberamente” e quindi hanno accettato vantaggi (visibilità e prenotazioni) e presunti svantaggi (commissioni e obblighi di parity rate), in modo libero e autonomo, pertanto non è detto che non possano anche cambiare altre condizioni da parte dei portali  quindi limitando l’accesso alle strutture come accadeva in passato oppure limitando la visibilità di alcune nazioni. In seconda istanza non bisogna dimenticare che tante strutture non hanno mai veramente deciso di investire sulle prenotazioni dirette limitandosi a raccogliere solo le prenotazioni dei portali che sono (a prima vista…) più conveniente o perlomeno più semplici da ottenere (senza fare i calcoli però a fine anno delle commissioni pagate), e quindi potrebbero anche non cambiare la parity rate non avendo magari un canale di vendita diretto (booking engine).

 

Digitalizzazione Turistica cerca di supportare gli imprenditori del turismo con analisi e consulenze finalizzate ad aumentare si le prenotazioni dirette ma al tempo stesso anche a sviluppare un piano di tariffe e vendita delle camere chiaro  e coerente tra canali diretti e intermediari, cercando di ottimizzare entrambe le tipologie di vendita a seconda della dimensione e del mercato di riferimento della struttura